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Ah un bel tuffo negli anni '70, la bottega, il giornalaio, il panettiere e ultimo ma non ultimo il barbiere, che non so in quale concessionaria tu abbia trovato la macchina del tempo, fosse solo per il fatto che esistono ancora e li puoi chiamare barbiere. Oggi son tutti parrucchieri e non c'è più la distinzione pour homme o pour femme, i parrucchieri di oggi son per chiunque, ricevono solo su appuntamento, mentre una volta ti sedevi e aspettavi il tuo turno proprio come dal salumiere o alla posta; mio papà mi portava dal suo barbiere intorno alle quattro del pomeriggio di sabato che lui non lavorava e uscivi alla chiusura intorno alle otto di sera; all'epoca ero un ragazzino e mi annoiavo a morte ma sopportavo stoicamente.

Oggi dal parrucchiere: riviste patinate più simili a cataloghi da concorso per acconciature anti gravità, che se ti capita di vedere qualcuno per strada con i capelli scolpiti in quel modo ti giri dall'altra parte e invochi la neuro. Una volta il massimo della lettura di intrattenimento era Novella 2000, Quattroruote o Autosprint. Forse avevano una convenzione con l'edicola dietro l'angolo.

Per lo shampoo oggi c'è un settore a parte che dalla pandemia in poi è addirittura circondato da separé, raramente è il parrucchiere a lavarti i capelli, sovente sono giovani tirocinanti dai capelli multicolore che ti danno del tu come ti conoscessero da sempre. Una volta lo shampoo te lo faceva il barbiere stesso, reclinando la poltrona che assomigliava al sedile di un maggiolino volkswagen, smontava il poggiatesta e incastrava una bacinellona in plastica con alloggiamento per il collo, ruotava la poltrona di 120 gradi inclinandola verso un lavabo dove scaricare l'acqua, con una doccetta ti lavava, poi ti ruotava nuovamente verso lo specchio, rimontava il poggiatesta, e voilà, pronti per il taglio:

"come li facciamo?" qualsiasi fosse la risposta ti ritrovavi sempre con lo stesso taglio e solo quando il barbiere esclamava "servito!" ti potevi alzare, col collo pieno zeppo di pelucchi nonostante ti avesse spazzolato con impegno e dedizione il collo, le spalle e il naso. Tutto questo ha resistito fino alla fine degli anni '80.

Poi sono arrivati gli anni '90, le mode si sono accanite sulla professionalità; ed ecco che antichi mestieri via via sono stati surclassati da catene di negozi uguali dappertutto, togliendo il fascino dell'originalità e la spersonalizzazione si è riscontrata via via in tutti i settori. La globalizzazione e l'e-commerce stanno facendo il resto; così quando noi maschietti senza pretese o particolari esigenze vogliamo tagliarci i capelli, ci rechiamo sempre dallo stesso parrucchiere di fiducia che in ogni caso anche se sei cliente affidabile e affezionato, non ti fa sconti ma il risultato già lo conosci a priori e sai che sarai soddisfatto (almeno per me è così). Gli stranieri siano pakistani o cinesi fanno un po' tutto, lo fanno benino e ti fanno pure risparmiare, infatti chi cambia sovente lo fa soprattutto per questo motivo, e come dargli torto? Altri se ne fregano e approfittando delle crescenti stempiature o piazzette, si comprano una macchinetta fai da te, e via tutto. E ciò che una volta era indice di sofferenza, leggasi calvizie incipiente, ora è una moda omologante, come i tatuaggi, il pizzetto, la rasatura a pelle, manco fossimo tutti calciatori che se ne vedi uno con capelli "normali" ben rasato e pelle pulita, tutti pensano che non farà carriera, perché "gnà esse tutti uguali" come gli omini del calciobalilla; ma anche questa è un'altra storia.

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